DYNAMIC PROBING - Prove penetrometriche dinamiche (1)

Accedere alla finestra immissioni dati, selezionare il valore da escludere, tasto destro del mouse scegliere l’opzione Escludi/Includi valore.

MDC – Muri di sostegno (15)

Il programma calcola due spinte: una in cui considera come piano di spinta il paramento a monte del muro, in questo caso considera sempre l’angolo di attrito terra muro. L’altra, utilizzata per le verifiche globali, che ha come piano di spinta quello ideale che passa per l’estradosso di monte della fondazione; in quest’ultimo caso il programma considera l’angolo di attrito terra-muro solo se viene spuntata l’opzione “usa sempre l’angolo di attrito terra muro” dalla finestra Stratigrafia.

Si, per inserire i parametri a breve termine occorre accedere alla finestra stratigrafia, porre uguale a zero l’angolo di resistenza a taglio, riportare sulla colonna della coesione la coesione non drenata, riportare sulla colonna del P.U.V. il peso saturo.

 Controllare il valore della coesione, nel calcolo delle pressioni orizzontali il programma tiene conto del contributo coesivo:
sh(z)= sv(z)Ka-2cKa^0.5
sh(z)= pressione orizzontale
sv(z)= pressione verticale
Ka= coefficiente di spinta attiva
c= coesione

Oltre alla verifica di resistenza, il programma fa un controllo sui minimi di normativa.

Si, il programma esegue il controllo sull’apertura delle fessure e sulle tensioni. Occorre creare la combinazione SLE, per crearla accedere alla finestra di calcolo, posizionarsi con il cursore del mouse sul testo “Combinazione di carico”, dal menù a discesa che appare cliccando sul tasto destro scegliere l’opzione Nuova SLE.

 Nel caso di un carico uniformemente distribuito, l’incremento della pressione orizzontale che agisce sul muro è costante con la profondità, l’intensità non varia variandone la posizione. La pressione orizzontale generata da un sovraccarico tipo striscia invece, varia con la profondità e la posizione, rispetto al coronamento del muro. Il metodo teorico fa uso della teoria dell’elasticità, l’equazione applicata è quella sviluppata da Boussinesq.

No, in MDC il materiale di fondazione non può essere differenziato.

No, in MDC i carichi concentrati vanno assegnati solo sulla sezione del muro.

Si, basta assegnare un valore minore di zero all’altezza del rilevato (menù dati/Prof. terreno).

No, il riempimento di valle non contribuisce alla spinta passiva ma aumenta l’incastro della fondazione.

Si è possibile modularla dalla finestra stratigrafia, variando la percentuale di partecipazione di spinta passiva.

Per un muro di cantina oppure un muro fondato su pali la verifica a ribaltamento e scorrimento viene omessa.

No, l’armatura fornita in output dal programma è quella riferita a metro di sviluppo longitudinale di muro.

A tutte le combinazioni sismiche, definite dall’utente tipo EQU, il programma applica l’incremento del beta del 50%.

Ogni combinazione può essere definita di tipo: STR, GEO, EQU. Se la combinazione è stata definita di tipo EQU, il programma esegue solo la verifica a ribaltamento.

SLOPE - Analisi di stabilità dei pendii (5)

Controlli che il metodo di calcolo scelto non sia Fellenius, è l’unico che non tiene conto delle opere d’intervento.

 Per definire i gabbioni in slope è possibile utilizzare due approcci, il primo è quello di definirli come muri deformabili e assegnare una resistenza media a taglio in termine di tensione.
L’altra è quella di utilizzare lo strumento poligono e trattare quindi il poligono come materiale, si suggerisce in tal caso si utilizzare dei parametri geotecnici apparenti:
Coesione apparente=(0.03*M(gab)-0.05)*98.1          [kPa]
Angolo di resistenza a taglio apparente= 25*ro(gab)-10 [°]
dove:
M(gab) massa unitaria della rete metallica (kg/m^3)
ro(gab) Densità globale della gabbionata (Mg/m^3)

Controlli che gli strati, da “Stratigrafia”, siano stati definiti come “Permeabili”.

Verificare che la sezione sia stata definita sul primo quadrante delle coordinate, se così non fosse trasli la sezione.

Controllare che non sia stato selezionato il comando “Anisotropia” in Stratigrafia, controllare che il pendio sia stato definito come da convenzione: da sinistra a destra con ordinate crescenti.

SPW - Paratie Progettazione e calcolo (15)

Occorre distinguere il caso in cui Ks è costante con la profondità dal caso in cui è variabile.Nel primo caso:
Ks=qa/cedimento unitario
dove qa=qult/FS
qult=carico limite
FS=fattore di sicurezza (2 oppure 3 a seconda della litologia)
Nel secondo invece:
Ks=40*(c*Nc+0.5*gamma*B*Ngamma)+40*(gamma*Nq*Z)
Nc, Ngamma, Nq coefficienti ad esempio di Hansen.

Si, solo se si sceglie il metodo di calcolo FEM.

Quelli riportati sulla finestra dei risultato strutturali sono riferiti al singolo palo, le sollecitazioni rappresentati sui diagrammi si riferiscono metro lineare di opera.

Controlli il nome della sezione, di default il programma assegna “–“, i trattini vanno sostituiti con un nome da attribuire alla sezione.

Si, la camicia di calcestruzzo viene considerata nel calcolo.

No, gli strati vanno definiti da rette a pendenza costante, la pendenza degli strati si assegna dalla finestra Stratificazioni.

Le combinazioni di default sono quelle minime statiche previste dalla norma, occorre aggiungere la combinazione sismica: recarsi sulla finestra di calcolo, con il tasto destro del mouse cliccare su fase costruttiva e scegliere “Nuova sisma”, assegnare solo a quest’ultima combinazione i coefficienti sismici.
Le combinazioni, le due di default e quella sismica, sono quelle minime previste dalla normativa.

Si, la lunghezza libera contribuisce a caratterizzare la rigidezza del tirante.

 Il programma fornisce il fattore di sicurezza come rapporto tra la resistenza del tirante (minimo dei tre meccanismi di rottura: snervamento dell’armatura, sfilamento bulbo-terreno, sfilamento armatura-malta) e la sua reazione, calcolata a seconda della tipologia scelta: tirante attivo, passivo.
Occorre inoltre definire una lunghezza minima del tratto libero, affinché i tiranti assolvano la funzione statica di sostegno della parete, è opportuno che il bulbo si trovi completamente all’esterno del cuneo di spinta attiva. Considerando che il cuneo di spinta sia delimitato da una retta inclinata sull’orizzontale di 45+φ/2, questa retta va traslata verso monte di h/3 dove h rappresenta l’altezza di scavo. Resta così definito il valore minimo della lunghezza libera.

Il cordolo se è sufficientemente rigido  serve ad assicurare che i pali funzionino come un unico blocco, e come tale avendo i pali tutto lo stesso comportamento, nell’ipotesi di deformazioni piane, non si hanno sollecitazioni sul cordolo stesso (è ammissibile considerare il cordolo fuori calcolo ed assegnare, come fa il programma, l’armatura minima di normativa).
Tuttavia a volte si ipotizza che un palo vada in crisi, di conseguenza il cordolo viene calcolato come una trave su più appoggi sollecitata da carichi verticali e propri della geometria adottata (peso proprio, carichi sul cordolo…).

Per questa tipologia di opere il programma esegue le verifiche geotecniche, fornisce le sollecitazioni ma non esegue le verifiche strutturali. Occorre definire la sezione con la tipologia Input A,E,I da ARCHIVI/ARCHIVI SEZIONI.

Il programma non calcola in automatico, dalle coordinate del profilo, la pendenza di calcolo. Va definita dall’utente in DATI/GEOMETRIA TERRENO/PENDENZE DI CALCOLO PROFILO.

Si, il programma calcola il carico limite, occorre spuntare l’opzione nei dati generali ed indicare il coefficiente riduttivo relativo alle verticali indagate.

 E’ possibile fare questo tipo di verifica sfruttando il metodo LEM, ha senso considerare questo  tipo di verifica nel caso di una paratia libera o vincolata da un ordine di tiranti. A seconda della tipologia di opera, tirantata oppure libera, il programma sceglie il punto in cui riferire il calcolo dell’equilibrio dei momenti e calcola la profondità di infissione (incognita). Il calcolo è già fattorializzato con un FS pari a 2.

E’ possibile eseguire un calcolo di verifica su una profondità di infissione nota.
Per tale scopo occorre scegliere il metodo di analisi FEM ed impostare i dati generali FEM come di seguito specificato:
Calcolo automatico della profondità di infissione: No;
Profondità di infissione iniziale: coincide con la profondità di infissione che occorre verificare;
Incremento della profondità di infissione: riportare zero. Selezionare il comando Applica ed eseguire il calcolo.

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